Recensione Wired Italia

Abbiamo già parlato di Wired Italia, la versione italiana del famosissimo magazine americano che finalmente è arrivato nel nostro paese.
Dopo due mesi di attesa la rivista si è fatta viva nelle edicole e a me è arrivata la copia in abbonamento, l’ho aperta con grandi aspettative e devo dire che questo primo numero non è niente male!

Wired Italia Copertina Personalmente ho un rapporto molto particolare con Wired, intendo l’originale americano. Lo seguo a singhiozzo dal 1998, da quando sono entrato “nel mondo di internet” dall’interno, iniziando a lavorare come designer presso un provider (vi ricordate quando c’erano ancora i “provider”?).

Per noi “anziani” di internet Wired era un faro vero e proprio, nel 2000 mi abbonai e mi arrivavano ogni mese con un po’ di ritardo i numeri della rivista.. era un periodo incredibile, il primo grande boom del web e si viveva anche qua in Italia quel frizzante periodo di incoscenza collettiva.

Wired era li e ci raccontava cosa succedeva negli Stati Uniti con voce indipendente e autorevole. Erano altri tempi, i blog non esistevano, i giornali non avevano versioni online aggiornate come ora.. le riviste avevano ancora un grande valore e sfogliare Wired era veramente un’emozione per noi giovani Nerd del web.

Wired è stato creato da un italiano, Louis Rossetto, nel marzo del 1993. Dopo sedici anni esatti sbarca in Italia in un periodo in cui creare una rivista nuova, mentre ne stanno morendo a dozzine, sembra follia.

Wired Italia si è però fino ad ora mossa molto bene: ha creato un sito di appoggio in cui sta cercando di creare una specie di Lifestream, di Hub, attorno a tutto ciò che “è Wired”: WeWired.it.

Si è integrata nei moderni aggregatori di contenuto e di comunità, Facebook, YouTube, Flickr, Twitter… ha creato un Blog su Tumblr ovviamente.

Oltre a tutto questo esiste anche il sito ufficiale di Wired, con un dominio miracoloso: Wired.it (ma era ancora libero?!? o l’avranno comprato, chissà).

Insomma la redazione di Wired Italia è sicuramente al passo con i tempi e ha saputo muoversi nella direzione giusta, pare che la rivista sia solo una parte di tutto quello che è, e sarà, Wired in Italia. Molto bene.

Ma fatto stà che la rivista esiste ed è nelle edicole in questi giorni. Costa 4 euro: poteva costare meno, ma vista la qualità di carta e patinature varie, visto che parliamo di 240 pagine senza troppa pubblicità.. ci stà, li pago volentieri 4 euro.

Gli articoli sono in puro stile Wired: non aspettatevi una robaccia tipo T3 e neanche cazzate tipo GQ.. non è una rivista per sfigati tecnologici tipo Computer Bild e non presenta quelle assurde “prove comparative” di hardware che interessano solo a voi sorci del case aperto con cacciavite sempre a portata di mano.

Wired Italia parla agli italiani che sono “avanti”. Presenta articoli colti, centrati, sul tecnologia, futuro, strategia, marketing. Sfocia nel frivolo quando può presentando anche contenuti più “da gabinetto” come guide e recensioncine di hardware “cool” e robe così, ma va bene, la rivista si deve leggere bene e questa rivista si legge bene.

I contenuti sono ok insomma, bravi.

La grafica invece non mi piace. Sono un Art Director, posso e devo esprimere un’opinione su questo fronte e per me non ci siamo. Wired era colore, era audacia, era la distruzione della griglia, era perdita di riferimenti visivi che diventava a suo modo un nuovo stilema creativo..

Il Wired americano di oggi ha perso molto graficamente e si presenta più lineare.. il Wired Italiano ancora di più con una grafichetta un po’ anonima che fa il suo dovere, ma non si fa mai ricordare. Incornicia i contenuti e li porta in primo piano, ma non diventa mai protagonista. Peccato veramente.

In generale Wired Italia è da comprare. Comprate il primo numero e portatevelo in bagno, in treno, in camera da letto. E’ tutto da leggere. Se vi piace, come penso, vi consiglio di abbonarvi subito: 2 anni a 19 euro sono veramente un regalo.. da cogliere finché dura l’offerta.

WIRED ITALIA (RIVISTA)

Design
Usabilità
Tecnologia
Qualità
Prezzo
Soddisfazione

 

10 Commenti

  1. Andrea scrive:

    ..fondato da un italiano una cippa. Rossetto è nato e cresciuto a NY, di italiano ha solo il cognome e qualche antenato :)

  2. rando scrive:

    certo che uno scan di una paginetta interna ci poteva anche stare.
    adesso mi tocca comprarlo solo per vedere la grafica anonima…

  3. Boskizzi scrive:

    Io mi sono abbonato ma non l’ho ancora ricevuta: o se l’è fottuta il postino, o mi hanno fottuto loro :-)

    • MaRio scrive:

      A me pure non se visto ancora solo una lettera di complimenti per l’iscrizione…..
      un cazzo non voglio mica leggere a marzo il numero di febbraio…
      speriam pene….

  4. Boskizzi scrive:

    Mi sa che alla fine riceveremo sempre il numero vecchio.. è per quello ch el’offerta lancio è così bassa: aspettano i resi per mandarli agli abbonati!
    Speriamo di no, sti kazzi!

  5. Keghebe scrive:

    Sul sito di wired italia, c’è un form da riempire per comprare il primo numero al prezzo scontato di 1 euro :)

  6. ANDREA scrive:

    francamente mi sono abbonato dato che lo ero anche alla versione americana. l’ho ricevuto puntuale e prima del numero una lettera di ringraziamento. sin qui bravi.
    ma non sono soddisfatto.

    tanta pubblicità, tanto glamour, poco giornalismo.
    un giornale da sfoggiare sul sedile del Porsche o nella sala d’attesa del dentista…. poco altro.

    incauto acquisto a mio avviso….

  7. Damiano scrive:

    Il sistema utilizzato per gli abbonamenti fa davvero schifo: decine di siti supportano il pagamento con carte elettroniche, ma alla CondéNast invece no. O paghi con la carta classica o ti arrangi.

    Il bello è che non segnalano alcun errore. Ti dicono “Abbonamento eseguito con successo”, poi controlli sul sito delle Poste quanto hanno prelevato e non hanno fatto nulla.
    Allora fai richiesta per il bollettino classico. Passano due settimane e mezzo e non ti arriva nulla.
    Quindi sono due le cose: un autotreno è passato davanti a casa tua e ha spianato il postino oppure la CondéNast sta gestendo gli abbonamenti nel peggior modo possibile.

  8. Boskizzi scrive:

    Damiano, ho appena fatto una verifica sul mio storico di cartasi e ho visto che gli euro li hanno piluccati, quindi i soldi li ho pagati. Ad oggi non ho ricevuto una pippa e se vai sul loro orribile sito ti chiedono un codice cliente che sta stampato sull’indirizzo appiccicato alla rivista quando ti viene spedita. Peccato ch enon avendo ricevuto il numero 1 non ho nemmeno sto cazzo di codice. Spero che se lo sia rubato il postino almeno qualcuno ne ha goduto

  9. Paro scrive:

    Io ho cercato di abbonarmi scegliendo il pagamento con bollettino postale ma non mi è ancora arrivato nulla.
    Naturalmente il number One l’ho preso in edicola a 1 euro con buono sconto pubblicato sul sito. ;-)
    mmmmmmmmmhhhhhhhhhh il primo numero è così così… vediamo i prossimi…

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commenti

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